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cioccolato e curiosità: notizie sul cacao e affini

Le piante del cacao appartengono alla famiglia delle Sterculiacee, il genere è il Teobroma dalla definizione data dal botanico svedese Linneo che denominò l'albero "Theobroma" (dal greco theos, "dio", e broma, "bevanda": tradotto letteralmente significa "cibo dei degli Dei"), considerando il delizioso alimento che viene, appunto, prodotto con il cacao.

Secondo la cronaca di Francisco Oviedo y Valdés in Nuova Spagna, all'inizio del XVI secolo, le fave di cacao avevano la stessa funzione dell'oro e dell'argento nel vecchio continente. Una zucca costava 4 semi, uno schiavo 100 semi, un coniglio 10 semi, un pomodoro 1 solo seme.

Per eludere la proibizione delle donne di consumare alcolici, alcuni giovani maestri cioccolatieri tedeschi produssero delle gustose praline ripiene di acquavite stravecchia, facilitando così il consumo di alcol e salvando la rispettabilità delle nobili dame.

Madame PompadourMadame Pompadour, nobildonna francese, nonché una delle più celebri amanti di Luigi XV, non solo adorava il cioccolato, ma era anche convinta che avesse una notevole efficacia come afrodisiaco (e in questo aveva qualcosa in comune con Casanova, che reputava il cioccolato addirittura superiore allo champagne nell'indurre sensazioni "inebrianti" nelle sue amanti).

Perché il cacao venne ignorato così a lungo nel vecchio continente? Uno dei motivi era l'impossibilità di esportarlo. La pianta del cacao è infatti molto delicata e parecchio ostinata: rifiuta di crescere lontano dall'equatore; non sopporta temperature inferiori ai 16 gradi centigradi; esige una umidità superiore al 75-80 per cento per tutto l'anno. Se queste condizioni non sono rispettate, la pianta non produce, spesso anzi si ammala e muore.
I germogli, qualora piantati in un ambiente favorevole, impiegano quasi quattro anni per dare i primi frutti. Una volta impollinato, ciascun fiore produce, in un tempo variabile intorno ai cinque mesi, un frutto di forma oblunga che contiene da 30 a 40 semi amari immersi in una polpa dolce e succosa. La pianta non ha alcun meccanismo spontaneo per aprire i frutti e quindi per disperdere i semi, ma per fortuna, nel passato, ci ha pensato la natura: le scimmie, assai ghiotte della polpa, la separavano dai semi amari che venivano, in tal modo, dispersi nell'ambiente.

Chantal CoadyChantal Coady, dal 1986 promotrice di una campagna per il "cioccolato puro" e proprietaria del Rococo Chocolates, sito nel quartiere bene di Chelsea a Londra in Kings Road, è l'autrice del libro, tradotto in italiano nel 2001, intitolato "Cioccolatini". Prima di divenire la proprietaria di una delle più caratteristiche cioccolaterie di Londra aveva studiato come designer tessile.
Ha fondato nel 1990 la "Chocolate Society" coinvolgendo amici e clienti. Nel manifesto si legge : "il cacao deve essere rispettato". (Fonte: Pasticceria Internazionale - n°150, 2001).

Il consumo di cioccolato è un valido aiuto a chi pratica dello sport, tant'è che è compreso come razione supplementare nell'Esercito Italiano per i piloti dell'Aeronautica.

In Italia più o meno vengono mangiate 23 mila tonnellate di cioccolato in un anno. Il 40% del consumo circa avviene nel popoloso Nord-Ovest, seguito dal 22% del Nord-Est, dal 19% del Centro e dal 19% del Sud. Il canale distributivo che pesa maggiormente è quello dei supermercati e degli ipermercati, che assorbe grosso modo il 52% del totale.

GiorgiaGiorgia, la celebre e bravissima cantante vincitrice del Festival di Sanremo nel 1994, ha una casa di produzione discografica dal nome "Dischi di Cioccolato S.r.l.", e il titolo di uno dei suoi album di maggior successo è, inequivocabilmente, "Mangio troppa cioccolata".

Il 70% circa del mercato italiano del cioccolato è controllato da società di capitale straniero; le principali sono Nestlè e Mars. (Fonte: Gigliola Camaggio, Annarita Paiano, "Il Cacao: aspetti economici e legislativi", Industrie Alimentari -XL Ottobre 2001).

La produzione italiana di cioccolato nel 2000 è stata pari a 285.000 t circa, quarta nell'UE dopo Germania, Regno Unito e Francia, con un consumo pro capite di 3,6 kg. (Fonte: Filippo Ferrua, Vice Presidente A.I.D.I. "Produzione e consumi di cioccolato in Italia").

La Svizzera è il paese europeo con il più alto consumo di cioccolato pro-capite pari a 10,18 kg all'anno. (Fonte: Gigliola Camaggio, Annarita Paiano, "Il Cacao: aspetti economici e legislativi", Industrie Alimentari -XL Ottobre 2001).

[...] E' sul burro di cacao che, da qualche tempo è puntata l'attenzione dei veri amanti del cioccolato che si sono scagliati contro la recente direttiva dell'Unione europea, rea di aver permesso alle aziende di sostituire questo ingrediente con burro d'illipè, karité, kokum, con l'olio di palma, con il grasso di shorea e di noce di mango. In questo modo si perde il gusto e il piacere tipico della degustazione perché queste sostanze non si sciolgono alla stessa temperatura del burro di cacao, ottenuto dalla tostatura dei semi che dà al cioccolato la caratteristica di fondere istantaneamente alla temperatura del cavo orale. (Fonte: L'Espresso - 1 marzo 2002).

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