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cioccolato e curiosità: il gianduiotto

la maschera piemontese di giandujaNato nell'Ottocento, il "Gianduiotto" prende il nome dalla più celebre maschera piemontese ed è frutto di due invenzioni geniali: l'impasto di nocciole e cacao ed il "colpo di cucchiaio", che ha creato la sua caratteristica forma.

L'invenzione della gianduia spetta ai torinesi. Nel 1806, a causa del blocco napoleonico, poiché era quasi impossibile rifornirsi di cacao (che, fra le altre cose, aveva un costo altissimo) alcuni cioccolatieri pensarono di mescolarlo con le molto più economiche ed ottime nocciole piemontesi che, ridotte in polvere, venivano impastate assieme al cacao dando origine ad un cioccolato gustosissimo.

Si narra infatti che un bel giorno, in un calderone a parte, la miscela venne fusa con latte e nocciole del Piemonte. Ma quell'operazione non bastò: altrimenti, sarebbe nato un cioccolatino, certamente buono ma pur sempre simile a tanti altri. Il guizzo di fantasia consisté dunque nel colare quella miscela, dall'ugellatrice del calderone, non già in formelle o stampi, ma su una nocciole del piemontesuperficie piana, per far si che l'impasto, espandendosi, si addensasse senza perdere la sua leggerezza un po' vaporosa. E infine, ci volle il tocco dell'artista: quel famoso colpo di cucchiaio che gli ha dato la caratteristica forma, unica e inconfondibile. Ed il nome? All'inizio lo chiamarono givu, che in dialetto torinese vuole dire cicca (e dunque "bocconcino", piccola cosa da masticare), ma anche "grillo" nel senso del detto "avere i grilli per la testa". Grillo come stranezza, bizzarria. Stramberia che, però, nel giro di pochi anni conquistò il palato dei torinesi. Finché, nel 1865, durante il Carnevale, a un attore mascherato da Gianduia non venne l'idea di gettar manciate di givu alle dame e ai bambini. I cioccolatini furono quindi ribattezzati gianduiotti.

Andy WarholIl Re Vittorio Emanuele offriva gianduiotti alla bela Rusin quando la incontrava nella villa di Fontanafredda. Nietzsche, il filosofo tedesco, avrebbe definito Torino, pochi decenni dopo, la città più bella d'Europa.
E quell'artista stravagante che fu Andy Warhol un giorno dichiarò che le due cose che amava maggiormente di Torino erano: la Fiat 600 e il Gianduiotto.

Infine, non dimentichiamo il ruolo simbolico della maschera Gianduia nel Risorgimento: si schierò sempre dalla parte della libertà e dell'Unità d'Italia, diventando un vero e proprio simbolo.

E' riconosciuto, a livello internazionale come categoria di prodotto, il Cioccolato Gianduia, fiore all'occhiello della tradizione dolciaria italiana. Il Codex Alimentarius, che rappresenta il più autorevole riferimento normativo internazionale in campo alimentare, adottato ufficialmente a livello WTO per risolvere le controversie negli scambi internazionali delle merci, ha infatti inserito tra le norme del settore cacao e cioccolato le due tipologie previste dalla legge italiana: cioccolato alle nocciole gianduia e cioccolato al latte ed alle nocciole gianduia.

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