Il cioccolato stimola i sensi: ha un colore "caldo", un aspetto
lucido, un profumo aromatico, e per liberare tutte le sue proprietà
(non solo nutritive) non richiede neppure di essere masticato: infatti
si scioglie in bocca e, per questo, è visto come "il piacere
del palato" per antonomasia.
Il principale responsabile di questa "carezza gustativa" è
il burro di cacao che, fondendo ad una temperatura leggermente inferiore a quella della
bocca, trasmette alle papille gustative quella sensazione di fresco, di
dolce e di morbido allo stesso tempo.
Per fare del buon cioccolato, è necessario saper opportunamente
miscelare i tre principali ingredienti: cacao, burro di cacao e zucchero.
Infatti, è proprio grazie al suo contenuto che costituisce un piacere
per i sensi ed insieme una sferzata di energia per l' organismo.
Il cacao si ottiene a partire dai semi di una pianta del genere Teobroma, dal cui frutto maturo vengono prelevati i semi e quindi ammassati e lasciati fermentare.
Proprio durante questo processo si formano i composti aromatici che caratterizzano
le diverse qualità di cacao, come pure la colorazione caratteristica.
Dai successivi trattamenti, il seme del cacao vede trasformare le sue
componenti fondamentali - amido, proteine e grassi - in una moltitudine
di nuovi composti che non solo determinano la piacevolezza dell'alimento
ma ne esaltano anche il valore nutritivo.
Tali composti sembrano essere dotati di poteri quasi "farmacologici": ad
esempio, un grande numero di donne, a ridosso del ciclo mensile, manifesta
una vera e propria "sindrome" che viene alle volte compensata
con l'assunzione di un certo quantitativo di cioccolato. Per questa ragione,
si è ipotizzato che taluni composti non energetici contenuti nel
cacao producano effetti in grado di riequilibrare gli ormoni e rilascino
molecole ad azione anfetominosimile (PEA: feniletamina), particolarmente
utili alle cellule nervose.
Tuttavia non vi è una relazione dimostrata
scientificamente, perché la concentrazione di tali sostanze sarebbe
così bassa da non giustificare degli effetti di tale portata; e
non è nemmeno da trascurare il contributo di un altro centinaio
di molecole che, pur non nutrendo il corpo hanno invece dei notevoli effetti
sulla mente...
Gli unici sintomi riscontrati e provati dagli studi che sono stati condotti
fino ad ora, sono quelli determinati dalla teobromina e dalla caffeina,
presenti nel cioccolato in quantità variabili, rispettivamente,
tra l'1 e il 4%, e tra lo 0,07 e lo 0,36%. Tali sostanze aiuterebbero
il cervello a mantenere elevata l'attenzione, la concentrazione e la coordinazione
fino a ridurre la sensazione di affaticamento. Da ciò si deduce
che una piccola quantità di cioccolato, oltre al potere nutritivo
senza rivali, ha un vasto assortimento di composti per assolvere ad una
specie di "pronto soccorso" psicofisico, soprattutto in condizioni
di stress.
E nello stesso tempo se il cioccolato, da un lato, appaga i sensi e la
psiche, dall'altra, grazie alla quota lipidica in esso contenuta, contribuisce
a calmare la motilità gastrica e di conseguenza riduce l'appetito;
inoltre, per le sue caratteristiche nutrizionali, aiuterebbe a portare
l'indice glicemico ai livelli consentiti. In questo modo, la sensazione
di rinvigorimento è immediata ed è possibile modularla a
seconda dei tempi e dei modi con cui l'alimento viene ingerito.