In Europa non si trova traccia del cioccolato fino all'epoca delle grandi scoperte, sebbene esso abbia in realtà origini antichissime. Secondo i botanici, già 4.000 anni prima di Cristo l'albero del cacao era presente, come vegetazione spontanea nei bacini dell'Orinoco e del Rio delle Amazzoni.
Secoli e secoli fa, nell'umidissimo clima dell'America centro-meridionale, un piccolo albero produceva i suoi frutti simili a zucche contornati da foglie verde scuro: era la pianta del cacao.

Probabilmente, i primi a rendersi conto del valore di tale pianta furono i Maya che la introdussero nello Yucatan, intorno al 600 D.C., dove - ancora oggi - si trovano tracce della prima grande piantagione della storia.
Grandi coltivatori ne furono anche Olmechi e Toltechi che allargarono la produzione del cacao verso le distese del Messico, prima dell'invasione degli Aztechi.
Questi ultimi, adoratori del Sole e del Serpente Piumato Quetzalcoatl, dio fondatore della stirpe e della cultura precolombiana, crearono una favolosa leggenda che narrava di come una bellissima principessa, lasciata a guardia delle ricchezze dello sposo (un grande guerriero partito a difendere i confini dell'impero) venisse assediata da genti nemiche che volevano carpirle il tesoro.
Fu catturata e, rifiutando di rivelare il nascondiglio del tesoro, venne uccisa. Dal sangue versato, secondo la leggenda, sarebbe nata la pianta del cacao, il cui frutto nasconde infatti un tesoro: i semi, amari come le pene d'amore, forti ed eccitanti come la virtù, rossastri come il sangue.
E fu proprio il dio Quetzalcoàtl, prima di scomparire dal mondo, a donare ai mortali il cacao, con il quale sarebbe stato possibile preparare una bevanda amara e piccante dalle straordinarie proprietà energetiche e afrodisiache.
Si trattava infatti di un pegno consegnato dalla divinità alla razza umana, in ricordo della fedeltà della sposa, pagata con la morte: quella stessa fedeltà che, nell'immenso impero azteco, avrebbe dovuto legare per sempre i sudditi all'imperatore.

Quetzalcoatl, ovvero il serpente con le piume, è il nome azteco del dio Serpente-piumato dell'antica Mesoamerica, una delle divinità più importanti per molte civilizzazioni messicane e centro americane.
Il nome "Quetzalcoatl", nella lingua nahuatl, significa letteralmente uccello o serpente con piume di Quetzal (il che rimanda a qualcosa di divino o prezioso).


In onore di Quetzalcoàtl questo seme venne chiamato choko-l-atl (o xoco-l-atl), anticipando la parola "cioccolato", termine rimasto sostanzialmente molto simile in quasi tutte le trecento lingue nel mondo.
Il cacao era utilizzato dalla popolazione per rinvigorire i lavoratori e per fornire energie; aveva anche un valore religioso e, intorno all'anno 1000 D.C. arrivò ad essere tanto prezioso da venire addirittura utilizzato come moneta per pagare i tributi all'imperatore. La fava del cacao era tostata e macinata su grandi pietre; quindi, la polvere risultante veniva mescolata con acqua, spezie e infine agitata violentemente con un attrezzo di legno per ottenere un'abbondante schiuma. Ma qui la storia si confonde con la leggenda...
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