Nel 1502, al suo quarto e ultimo viaggio nelle Indie, Cristoforo Colombo
sbarcò nelle terre dell'Honduras dove gli vennero offerti semi
di cacao, e la bevanda da essa ricavata. Il sapore della cioccolata, a
quei tempi, non doveva risultare particolarmente gradita al palato degli
Europei.
Si dice che Colombo avesse portato con sé, in Spagna,
qualche campione di questo strano prodotto ma senza successo; del resto
gli Spagnoli si attendevano ben altro ... dal Nuovo Mondo.
L'oro era
il vero obiettivo e non certo il cacao, di cui, soltanto più tardi,
saranno apprezzati sia il gusto che le proprietà energetiche.

Quando, diciassette anni più tardi - nel 1519 - il conquistatore
spagnolo Hernán Cortez, giunse a Tenochtitlàn per conquistare
la Nuova Terra, fu scambiato per il dio Quetzalcoàtl - che, secondo
la leggenda sarebbe tornato proprio in quell'anno - e per questo motivo
sarebbe stato accolto pacificamente dall'imperatore Montezuma e dal suo
popolo. Anzi, l'imperatore, in forma di benvenuto, pare che gli avesse
offerto proprio una tazza d'oro colma di choko-l-atl. Gli spagnoli rimasero affascinati dalla meraviglia delle vallate messicane intorno
a Tenochtitlàn (l'attuale Città del Messico), ricoperte
da fiori di colore rosa, verde, e viola scuro.

Hernán Cortez (1485 - 2 dicembre 1547) fu il conquistatore dell'impero azteco.
Nel febbraio 1519 il suo esercito, forte di 11 navi e 508 soldati, partì alla volta del Messico. Giunto a destinazione Cortés riuscì ad abbattere l'Impero Azteco e il 13 agosto 1521, al termine di un assedio durato due mesi e mezzo e durante il quale era stato ucciso l'imperatore Montezuma, la capitale azteca Tenochtitlan cadde in mano ai conquistadores spagnoli.

L'imperatore Montezuma pasteggiava con focacce di pane di mais accompagnate dallo
xoco-l-atl, servito in contenitori d'oro.
ll divino monarca (secondo quanto
hanno tramandato i cronisti dell'epoca) ne trangugiava ingenti quantità
ogni giorno e, non usando mai due volte la stessa tazza, ogni volta il
servizio veniva donato a qualche nobile del palazzo, felicissimo di usare
ciò che le mani del suo sovrano avevano toccato.
Analogamente,
anche i mercanti e i dignitari di corte, al termine di lauti banchetti
a base di tacchino, fagioli, peperoncino e pomodori, gustavano la golosa
bevanda a base di cacao, raccolta in enormi zucche.
Tenochtitlán (o Mèxico-Tenochtitlán) fu la capitale dell'impero azteco. Sorgeva su un'isola nel lago Texcoco, nell'attuale Messico centrale. Fu fondata nel 1325. La città fu rasa al suolo intorno nel 1521 dai conquistadores spagnoli: sulle sue macerie fu costruita Città del Messico e nel corso dei secoli gran parte del lago Texcoco fu prosciugata.

Il cacao era considerato disgustoso e veniva accuratamente evitato, finché,
ad un certo punto, gli europei si resero conto di come, bevendolo, si
diventasse più resistenti alle fatiche. Fu così che la bevanda
venne resa "appetibile" ed in seguito fu anche dolcificata grazie
ad un'intuizione di alcune suore di Oaxaca. Ben presto si iniziarono ad
aprire, in Messico, i primi locali dove il cioccolato veniva servito come
una sorta di appetitoso "ricostituente": fu un successo!
E fu
così che Cortéz pensò, nel 1527, di portare questo
nuovo "frutto" in Spagna, con l'obiettivo di diffonderne l'uso
nelle alte corti.
Alcuni frati spagnoli, grandi esperti di miscele e infusi, sostituirono
gli ingredienti originari (achiote, fior di spigo, sapodilla, mais, miele,
chili e pepe garofanato) con lo zucchero di canna e la vaniglia, creando
una bevanda dolce e gustosa. A loro va anche il merito di aver subito
capito l'alto potere nutrizionale del cioccolato, tanto da utilizzarlo
come sostegno alimentare durante i lunghi periodi di digiuno.
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