logo streglio
Occorre aggiornare il Flash Player.
sfondo pagina superiore
Occorre aggiornare il Flash Player.
cioccolato e storia: una bevanda illuminata
intellettuali al tempo dell'illuminismo

Due elementi molto diversi caratterizzarono il Settecento: il progresso della scienza e la diffusione della galanteria. La corte di Luigi XV diventò, in questo senso, il simbolo di un nuovo stile di vita alquanto frivolo e spregiudicato.
Le nobildonne francesi, diafane e scarse d'appetito, per rendere più piacevoli i loro pettegolezzi, li accompagnavano con la nuova bevanda esotica, il "brodo indiano", vale a dire la cioccolata. Nei paesi in cui il consumo era permesso, il cioccolato rimaneva privilegio di pochi - i ricchi - (per il suo prezzo elevato) ma, nonostante le opposizioni e i pesanti dazi imposti dai regnanti, iniziò la sua trionfante ascesa, insieme all'evolversi e al modificarsi degli usi e dei costumi.

l'imperatore Carlo VINel 1704 fece la sua comparsa in Germania e nel 1711 a Vienna grazie all'Imperatore Carlo VI che, trasferendo la corte, portò con essa anche l'uso del cioccolato.
Ma le vere regine del cioccolato europeo, a partire dal 1720 furono Firenze e Venezia. Ecco come, proprio a Venezia, Gaspare Gozzi raccontava, con dovizia di particolari, di come i caffè si fossero trasformati da semplici botteghe a luoghi via via sempre più comodi e lussuosi: "Non ti par di vedere una bottega, ma piuttosto un delizioso spettacolo da teatro... bellissimi fregi tutti dorati, nel mezzo de' quali vengono collocati lucidi specchi. Di qua ti aprono le braccia sedie soffici, di là lunghi canapè...Potresti essere meglio servito in casa tua? Ad ogni tuo cenno c'è chi ti prepara il cioccolate, chi ti rappresenta l'acqua, chi le ceste di berlingozzi...".

In un primo tempo, il cioccolato fu proposto sotto forma di bevanda e Torino creò subito le sue specialità, tra le quali spiccò il "bicerin", una miscela a base di caffè e di cacao. Per produrre la cioccolata gli artigiani passavano sul fuoco le fave di cacao, in modo da poterle essiccare e pelare, le schiacciavano o le pestavano in un mortaio ben caldo. Quindi le macinavano insieme allo zucchero, utilizzando una mazza di ferro sopra un piano di pietra riscaldato, infine aggiungevano aromi e altri ingredienti come la cannella. E fu proprio nei laboratori degli artigiani torinesi che impararono l'arte quegli svizzeri, scesi a fare i garzoni di bottega, i cui nomi oggi sono facilmente identificabili nelle marche di alcuni noti cioccolati.

bicerin torinese Il bicerin è una caratteristica bevanda calda torinese che viene servita in bicchiere, da cui il termine piemontese “bicerin” (piccolo bicchiere).
La bevanda, la cui ricetta è segreta, è ottenuta da particolari miscele di cacao, caffè, e latte intero.

spaziatore

Federico il Grande di PrussiaSecondo il medico Nicolas Audry (1720), la cioccolata era assai utile per l'alito e per la voce, e aveva persino delle virtù curative atte a combattere la tubercolosi. Nonostante ciò, nel 1747 Federico il Grande di Prussia, sebbene fosse un re estremamente colto, nonché amico di Voltaire (il quale era un accanito consumatore di cioccolata!), fece emanare un editto che proibì in modo categorico qualsiasi cosa che pubblicizzasse il cioccolato.

Nel 1780 venne prodotto, a Barcellona, il primo cioccolato industriale.

  • Il Cioccolato
  • Cioccolato e storia
  • Cioccolato e salute
  • Cioccolato e cultura
  • Cioccolato e curiosità

Il Cioccolato > Una bevanda "illuminata"

sfondo pagina inferiore

Home Page | La Streglio | Collezioni | Il Cioccolato | Le Gelées | News | Contatti
Streglio Maestri del Cioccolato S.p.A. - Partita IVA 02556260731

versione italianaspaziatoreenglish version
website by chimera