L'aumento delle piantagioni nelle zone tropicali, aveva fatto scendere
il prezzo dei chicchi di cacao e il cioccolato poteva, finalmente, diventare
una bevanda famosa e alla portata di tutti.
All'inizio del 1900 la Spagna,
che aveva contribuito alla diffusione del cioccolato, vide calare vistosamente
la propria produzione di cioccolato a vantaggio della Germania, degli
Stati Uniti, della Francia e dell'Inghilterra. Fu, però, la Svizzera a conquistare quella fama di "paese del cioccolato" che, a tutt'oggi,
detiene.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la razione di cioccolato costituiva,
per le truppe americane in Italia - insieme alle prime calze di nylon
- una preziosa merce di scambio.
In piena Guerra Fredda, tra l'Occidente e il blocco Comunista gravitante
intorno alla ex Unione Sovietica che aveva occupato Berlino, gli alleati
organizzavano
dei ponti aerei per lanciare, agli abitanti della città,
generi alimentari di prima necessità. Con l'operazione "Babbo
Natale", a dicembre, furono paracadutati ingenti quantità
di cioccolato e caramelle. I bambini lo chiamavano il "cioccolato
volante". Il 6 ottobre 1999, per celebrare i 10 anni della caduta
del Muro, a Berlino fu costruita una parete di cioccolato di 12 metri
con un duplice scopo: abbatterla a spallate e contemporaneamente festeggiare
l'evento storico... mangiandosela tutta!
Il progresso e l'industrializzazione su larga scala hanno reso ormai il
cioccolato un cibo "di massa", disponibile in larghe quantità.
Ma nonostante la sua facile reperibilità, la gente continua, ancor
oggi, a pensare che si tratti di un piacere "speciale".
Attualmente,
lo scettro della produzione appartiene agli USA, insieme a Germania, Francia,
Inghilterra, Svizzera e Italia.